Zuckerberg prova il visore Project Morpheus, ma sceglie Oculus Rift

Zuckerberg prova il visore Project Morpheus, ma sceglie Oculus Rift
TecnoYouth

Da qualche tempo, gli utenti del social network più popolare della Terra devono necessariamente prestare la dovuta attenzione ai movimenti del suo proprietario, il Mark Zuckerberg che tutti conosciamo.

OculusRift

Dopo aver acquisito Oculus VR, creatrice di Oculus Rift, il visore HMD (Head Mounted Display) supportato per oltre 2 milioni di dollari dal crowfunding di Kickstarter e da oltre 16 provenienti da altre fonti, Zuckerberg si è proposto di essere quanto più imparziale possibile nella scelta del suo visore preferito provando anche Project Morpheus , finendo comunque per scegliere Oculus Rift.

Il proprietario di Facebook ha ben chiaro che le implicazioni di Oculus Rift vanno ben oltre il videogaming, scelta che comunque sarebbe in grado di portare la realtà virtuale applicata a sparatutto e platform a livelli mai visti prima.

Tuttavia, il modello di interazione da lui desiderato si rivolge piuttosto ad esperienze digitali molto più profonde, in grado di modularsi con l’ambiente circostante e fornire, ad esempio, suggerimenti in tempo reale da cogliere a colpo d’occhio, mentre si continua ad interagire con la realtà.

Il team di Oculus VR, dal canto suo, è entusiasta di sentir dire questo da Zuckerberg: Rift verrà integrato nella comunicazione quotidiana tanto quanto lo sono i social network attuali, permettendo a chiunque di conversare con persone dall’altro capo del pianeta potendo percepirne la presenza effettiva, mentre magari si consultano notizie, ebook o video dal browser.

Il mondo di Oculus Rift non è comunque privo di spine: la periferica risulta essere ancora ingombrante, e per sfruttarne a pieno titolo le possibilità è necessaria una discreta resistenza fisica da parte dei soggetti più sensibili, per tollerare quanto viene captato dall’accelerometro integrato, che potrebbe imporre di riprodurre immagini e sequenze ben più rapide di quanto siamo abituati a gestire.

Il futuro di Oculus VR dipende dunque dall’accomodamento e dalla sensazione di benessere che sarà in grado di offrire ai suoi utenti: le altre premesse per la diffusione del visore, che contemplano tutte le meraviglie della realtà virtuale e dell’interazione immersiva, sono già presenti.

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