Violati i browser più noti alla competizione hacker “Pwn 2 Own”

Violati i browser più noti alla competizione hacker “Pwn 2 Own”
TecnoYouth

Gli amanti dei social network ricorderanno sicuramente le celebri “hackathon”, le maratone di coding per sviluppatori Web sponsorizzate da Facebook, al fine di ricercare eventuali bug nel codice alla base del più popolare sito di condivisione a suon di trucchi che molto hanno spartire con le tecniche dei più affermati hacker.

Una competizione sicuramente degna di altrettanta fama è Pwn 2 Own, che nell’edizione 2014 è stata sponsorizzata da HP e ha visto radunarsi centinaia di studiosi di ricerca informatica.

Pwn2Own

L’obiettivo di quest’anno della competizione consisteva nel mettere in scena i “security breach”, ovvero i bug più eclatanti e fortemente interessati da possibili intrusioni esterne, studiando il comportamento sotto pressione dei più celebri browser, tra cui Internet Explorer, Firefox, Safari e Chrome.

Gli esperti sono riusciti nel loro intento, facendo breccia nel codice e iniettandone a loro volta di nuovo; facendo riflettere sul fatto che nessuno dei browser sponsorizzati come “più sicuro” è riuscito a resistere appieno agli attacchi.

I risultati di Pwn 2 Own non sono naturalmente fini a se stessi, in quanto le segnalazioni dei partecipanti in merito ai bug sono state raccolte ed inviate alle web companies, tra cui anche i nomi più rinomati di Microsoft, Mozilla e Google, per implementare i miglioramenti e donare una nuova veste di sicurezza, più robusta, ai software.

Nonostante il Pwn 2 Own sia una competizione in grado di coinvolgere principalmente browser, alcune edizioni passate non hanno disdegnato di ospitare sfidanti con un vero e proprio pallino per l’intrusione nei sistemi operativi: per la felicità degli amanti dell’open source, uno degli OS più sicuri e meno vulnerabili della storia di questa hackfest è Ubuntu, fino ad ora rimasto inviolato, quindi come sempre l’alternativa open source è sempre un passo avanti rispetto alle altre soluzioni a pagamento.

Attendiamo naturalmente l’edizione 2015, e con essa un gruppo di hacker “white hat” in grado di scoprire, finalmente, le possibili falle di questo popolare sistema basato su Linux.

Violati i browser più noti alla competizione hacker “Pwn 2 Own”
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Violati i browser più noti alla competizione hacker “Pwn 2 Own”

Violati i browser più noti alla competizione hacker “Pwn 2 Own”
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Gli amanti dei social network ricorderanno sicuramente le celebri “hackathon”, le maratone di coding per sviluppatori Web sponsorizzate da Facebook, al fine di ricercare eventuali bug nel codice alla base del più popolare sito di condivisione a suon di trucchi che molto hanno spartire con le tecniche dei più affermati hacker.

Una competizione sicuramente degna di altrettanta fama è Pwn 2 Own, che nell’edizione 2014 è stata sponsorizzata da HP e ha visto radunarsi centinaia di studiosi di ricerca informatica.

Pwn2Own

L’obiettivo di quest’anno della competizione consisteva nel mettere in scena i “security breach”, ovvero i bug più eclatanti e fortemente interessati da possibili intrusioni esterne, studiando il comportamento sotto pressione dei più celebri browser, tra cui Internet Explorer, Firefox, Safari e Chrome.

Gli esperti sono riusciti nel loro intento, facendo breccia nel codice e iniettandone a loro volta di nuovo; facendo riflettere sul fatto che nessuno dei browser sponsorizzati come “più sicuro” è riuscito a resistere appieno agli attacchi.

I risultati di Pwn 2 Own non sono naturalmente fini a se stessi, in quanto le segnalazioni dei partecipanti in merito ai bug sono state raccolte ed inviate alle web companies, tra cui anche i nomi più rinomati di Microsoft, Mozilla e Google, per implementare i miglioramenti e donare una nuova veste di sicurezza, più robusta, ai software.

Nonostante il Pwn 2 Own sia una competizione in grado di coinvolgere principalmente browser, alcune edizioni passate non hanno disdegnato di ospitare sfidanti con un vero e proprio pallino per l’intrusione nei sistemi operativi: per la felicità degli amanti dell’open source, uno degli OS più sicuri e meno vulnerabili della storia di questa hackfest è Ubuntu, fino ad ora rimasto inviolato, quindi come sempre l’alternativa open source è sempre un passo avanti rispetto alle altre soluzioni a pagamento.

Attendiamo naturalmente l’edizione 2015, e con essa un gruppo di hacker “white hat” in grado di scoprire, finalmente, le possibili falle di questo popolare sistema basato su Linux.

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