T DoR 2016, L’eretico: “E se Gesù e i re magi fossero trans?”

Il 20 novembre di ogni anno, ricorre l’appuntamento col T Dor. Il Transgender Day of Remembrance, introdotto da Gwendolyn Ann Smith in memoria di Rita Hester, trans assassinata nel 1998. Dopo il progetto web “Remembering Our Dead” e la veglia a lume di candela di San Francisco del 1999, la ricorrenza cominciò a essere celebrata dalla comunità LGBT di tutto il mondo. Per l’occasione Mario Bonfanti ripercorre le basi inclusive del Cristianesimo delle origini e gli scritti che attribuiscono un’identità transessuale ad alcune delle figure più note dei testi sacri. Compreso Gesù Cristo.


Fin dalle origini il Cristianesimo è stata una religione rivoluzionaria.

Nel Vangelo di Matteo si narra di personaggi stravaganti, in seguito chiamati “magi”. Probabilmente il testo fa riferimento a sacerdoti zoroastriani, astrologi o antichi sciamani della corte di Persia. Nancy Wilson (ex-moderatrice della Metropolitan Community Churches, la chiesa di cui faccio parte) scrive: “Essi erano maghi, ufficiali di alto rango, ma non di sicuro re. Erano piuttosto dei trans“.

Dal Gesù travestito al Cristo trans.

La teologa femminista Eleanor McLaughlin parla anche dello stesso Gesù come travestito. O almeno dice fu una persona che rifiutava di essere incasellato in stereotipi di genere.

A questo si ricollega la sua collega Virgina Mollenkott. Citando Edward L. Kessel, professore di biologia all’Università di San Francisco, evidenzia che Gesù, essendo nato da un parto verginale, non poteva avere il cromosoma maschile Y. Quindi, era una femmina in un corpo maschile. Un trans – appunto.

Il reverendo Justin Tanis (laureato in teologia ad Harvard) propone anche un parallelo tra l’esperienza di Gesù e quella di molte persone trans. Come Gesù è morto e risorto, così le persone trans spesso vivono una sorta di rinascita (resurrezione) dopo l’operazione di riassegnazione di genere.

Lo stesso Apostolo Paolo nella sua lettera ai Galati (cap. 3 versetto 28) afferma che tutti siamo in Cristo sia uomo che donna e insieme nessuno dei due:

«Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù».

Binarismo di genere e fluide identità.

Il binarismo di genere davanti al dio cristiano non conta nulla.

Se, infine, investighiamo il nucleo stesso del dio cristiano, ci imbattiamo nella dottrina della Trinità. Essa – come scrive il teologo della chiesa episcopale Patrick S. Cheng – ci mostra un dio fluido: padre eterosessuale, figlio bisessuale, spirito inter/asessuale. Creati a immagine e somiglianza di un simile principio – dice Genesi – tutti siamo fluidi.

In occasione di questa Giornata della Memoria della Vittime di Transfobia trovo affascinante tornare alle origini cristiane della nostra cultura occidentale. A quelle radici che ci ricordano che in principio l’Essere è fluido. E, quindi, secondo al dottrina cristiana, tutti in fondo siamo trans.

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