Mistero su Youtube: oltre 77,000 video con messaggi segreti?

Mistero su Youtube: oltre 77,000 video con messaggi segreti?
TecnoYouth

Nella cronaca internazionale, grazie ad un intervento tempestivo della pagina Facebook di BBC News, è saltato agli occhi di numerosi appassionati del Web un fatto tanto inusuale quanto curioso, relativo alla popolare piattaforma di videosharing Youtube.

A quanto pare, infatti, un canale dall’username apparentemente innocuo – Webdriver Torso – ha ininterrottamente caricato, dal mese di iscrizione (Marzo 2013) ben oltre 77,000 video sul proprio account, cessando la propria attività circa 3 settimane fa.

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Fino a qui si potrebbe pensare ad un canale affiliato ad una partnership con Youtube, ma ad un esame più attento, le cose non sono andate in questo modo.

Alcune misteriose sequenze di circa 11 secondi l’una, che mostrano principalmente slides di rettangoli blu e rossi che si succedono in un’animazione apparentemente insensata, hanno infatti catturato l’attenzione di molti youtuber appassionati di crittografia, elaborando alcune fantasiose teorie secondo cui i video sarebbero in realtà delle trasposizioni Internet delle cosiddette “Number station”, in grado di criptare i propri messaggi radio e renderli irriconoscibili ad eventuali estranei.

I video sono infatti accompagnati da sequenze di toni generati digitalmente, e da un video all’altro sembrano semplicemente cambiare in acutezza.

La curiosità generale ha innescato un curioso fenomeno virale, e questi piccoli snippet video sono stati visti complessivamente da decine di migliaia di persone in tutto il mondo.

La verità sui video è stata portata qualche ora fa, dall’inossidabile quotidiano online The Guardian, infatti Isaul Vargas, un software tester newyorkese, ha scoperto casualmente i video sulla piattaforma di notizie BoingBoing, e li ha riconosciuti immediatamente, perché parte di una conferenza sull’automazione online a cui aveva partecipato circa un anno prima.

I video apparterrebbero ad una compagnia europea focalizzata sulla distribuzione di set-top box per la connessione a servizi quali Netflix.

La compagnia in questione aveva necessità di testare i limiti di Youtube, caricando frammenti di video generati casualmente, sui quali poi avrebbe sfruttato dei software di ricognizione immagine.

Vargas ha aggiunto che, a suo parere, si tratta di un test su larga scala per l’encoding dei video, e come Youtube sia in grado di renderizzarli al meglio.

La risposta ufficiale, come abbiamo visto, non contempla purtroppo arcani da svelare o codici da decifrare, come in tantissimi, attratti dal mistero, avevano ipotizzato.

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