Google approda alla NASA con Project Tango

Google approda alla NASA con Project Tango
TecnoYouth

Google si conferma essere in prima linea per quanto riguarda lo sfruttamento di campi della tecnologia non ancora opportunamente “visitati” da altre web company, proponendo soluzioni spesso in anticipo dei tempi e le abbiamo viste in diverse circostanze.

Questo è anche il caso delle applicazioni della cosiddetta “Realtà Aumentata”, costituita da una maggiore percezione dell’ambiente circostante grazie ad appositi sensori, dispositivi o auricolari in grado di amplificare l’esperienza virtuale.

project_tango

Project Tango, nuova sperimentazione Google sulla rampa di lancio da pochi mesi, si propone di modificare l’accesso degli utenti ad un filone della Realtà Aumentata in grado di gestire gli spazi di ambienti chiusi, sfruttando un sensore per smartphone con capacità di rilevare volumi, contenuti ed elementi presenti in ciò che ci circonda.

Questo apre naturalmente ad un mondo di rilevazioni finora sconosciute, come guide virtuali per ipovedenti, applicazioni per videogame in grado di interagire con la realtà circostante, analisi degli interni e molto altro.

Il lettore di profondità, l’hardware e la speciale conformazione dello smartphone Project Tango sono entrati, infine, a far parte delle grazie della NASA, che lo desidera fortemente sui propri robot spaziali SPHERES.

L’obiettivo è di fornire un numero maggiore di “gradi di movimento”, permettendo agli automi di rilevare i propri percorsi grazie allo sfruttamento delle onde sonore.

Project Tango è un’ottima scelta anche a livello di localizzazione; i robot sperimentali sono infatti riusciti ad evitare ostacoli sul proprio percorso grazie ad una sola scan 3D dell’ambiente circostante.

NASA

L’utilità del progetto assume ancora più valore, se si considera l’importanza del risparmio di movimenti non essenziali a bordo di una navetta spaziale, quindi permetterebbero un grosso passo avanti nelle pratiche utili alla NASA.

 Al momento, questo leggendario smartphone Google è ancora un “confidential prototype”, segno che non vedrà purtroppo l’uscita in breve tempo, limitandosi alle applicazioni di largo raggio come quelle suggerite dalla NASA.

Google approda alla NASA con Project Tango
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Google si conferma essere in prima linea per quanto riguarda lo sfruttamento di campi della tecnologia non ancora opportunamente “visitati” da altre web company, proponendo soluzioni spesso in anticipo dei tempi e le abbiamo viste in diverse circostanze.

Questo è anche il caso delle applicazioni della cosiddetta “Realtà Aumentata”, costituita da una maggiore percezione dell’ambiente circostante grazie ad appositi sensori, dispositivi o auricolari in grado di amplificare l’esperienza virtuale.

project_tango

Project Tango, nuova sperimentazione Google sulla rampa di lancio da pochi mesi, si propone di modificare l’accesso degli utenti ad un filone della Realtà Aumentata in grado di gestire gli spazi di ambienti chiusi, sfruttando un sensore per smartphone con capacità di rilevare volumi, contenuti ed elementi presenti in ciò che ci circonda.

Questo apre naturalmente ad un mondo di rilevazioni finora sconosciute, come guide virtuali per ipovedenti, applicazioni per videogame in grado di interagire con la realtà circostante, analisi degli interni e molto altro.

Il lettore di profondità, l’hardware e la speciale conformazione dello smartphone Project Tango sono entrati, infine, a far parte delle grazie della NASA, che lo desidera fortemente sui propri robot spaziali SPHERES.

L’obiettivo è di fornire un numero maggiore di “gradi di movimento”, permettendo agli automi di rilevare i propri percorsi grazie allo sfruttamento delle onde sonore.

Project Tango è un’ottima scelta anche a livello di localizzazione; i robot sperimentali sono infatti riusciti ad evitare ostacoli sul proprio percorso grazie ad una sola scan 3D dell’ambiente circostante.

NASA

L’utilità del progetto assume ancora più valore, se si considera l’importanza del risparmio di movimenti non essenziali a bordo di una navetta spaziale, quindi permetterebbero un grosso passo avanti nelle pratiche utili alla NASA.

 Al momento, questo leggendario smartphone Google è ancora un “confidential prototype”, segno che non vedrà purtroppo l’uscita in breve tempo, limitandosi alle applicazioni di largo raggio come quelle suggerite dalla NASA.

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