Eva Robin’s senza peli sulla lingua. Intervista alla madrina del Giacinto festival

Manca un giorno all’inaugurazione della seconda edizione del Giacinto Festival. La manifestazione, diretta da Luigi Tabita e dedicata alla cultura omosessuale. Fra i protagonisti Andrea Pinna, i giocatori della squadra di rugby gay, Cori Amenta, intervistata dal direttore di LGBT News. Due giorni di incontri, dibattiti, proiezioni, sul tema della transessualità, nella splendida cornice barocca della città di Noto. Abbiamo incontrato la madrina dell’evento, l’attrice Eva Robin’s. 


Al via, sabato 6 agosto a Noto (SR), la seconda edizione del Giacinto Nature LGBT.

Per due giorni, i riflettori della città sicula si accenderanno sul tema della transessualità. Grazie alla media partnership con LGBT News Italia, potrete seguire l’evento con speciali, interviste, approfondimenti, curiosità, “dietro le quinte” e dirette. Qui, il programma dettagliato degli eventi.

Madrina della manifestazione, quest’anno, sarà la scintillante e scoppiettante attrice Eva Robin’s. Attrice teatrale, cinematografica di successo, e anche cantante.

Pura, ironica, sarcastica, irriverente, senza peli sulla lingua, quasi provocatrice a sua insaputa, ma sempre assolutamente vera.

Da anni considerata regina dell’ambiguità. Uomo all’anagrafe, oggi donna bellissima. Ha dichiarato di aver raggiunto l’equilibrio identitario senza aver fatto ricorso all’operazione chirurgica di riassegnazione di genere.

L’intervista.

Squilla il telefono. Risponde. Un attimo di silenzio. Poi la sua voce.

– Sento cicale

Si ride. – Buongiorno Eva. Sì, sono in ferie in campagna

– Uh, che bello

– Io sono in macchina sto andando a Noto

Appuntamento al pomeriggio. Nuova chiamata.

– Eccoci Eva, cosa stai facendo?

– Sono in giro, prendo due cartoline per un’amica

Si allontana, cerca un posto dove sedersi. La voce va e viene a intermittenza. Si comincia.

Transessualità, identità di genere. In bilico fra essere e sentirsi.

– Oggi sei una donna di successo. La tua transessualità è stata un punto di forza o di debolezza nella vita?

– Al di là della trans, è la persona che si è risollevata. Oggi posso dire di sentirmi una persona risolta. Sia col lavoro che coi progetti. La transessualità c’entra poco. Conta quello che sei, le persone che incontri, le esperienze che fai, il fatto di star bene nella propria pelle.

– A che età ti sei accorta che il tuo corpo non era quello che avresti voluto? Ricordi cosa sentivi in quella circostanza?

– Ero seduta al ristorante con mio padre. Accanto a noi c’era un tavolo con tre signore e gli uomini si sono alzati a pagare. Mi son detta “vedi che vantaggio hanno le donne? Non pagano mai il conto” – sorridiamo -. Allora mi è balenata in mente l’opzione. Insomma, si nasce donne o si diventa. Io fin da bambino recitavo, cantavo e credo proprio che da lì tutto sia nato. È stato tutto un insieme di fattori. Fra vocazione, essere, sentirsi. Quando ho iniziato la mia mutazione non volevo diventare una donna.

– Come spiegheresti la transessualità a una donna anziana e ultracattolica?

– Non la spiegherei. La dimostrerei. Parlandoci, relazionandomi. Le farei vedere come sono. Mi mostrerei. Poi, magari, quella stessa persona conoscerebbe altre trans che le smonterebbero l’idea che si che si è costruita conoscendo me. Ma io proverei a farle capire che la transessualità non è voglia di cambiarsi i connotati. Si tratta piuttosto di qualcosa di naturale, di un sentire innato.

Scherzando fra curiosità e vita privata.

– Tre cose che ti rendono felice e tre che ti terrorizzano?

– Mi rendono felice gli animali domestici, stare in casa abbracciata al mio gatto a guardare un bel film che sviluppa tematiche interessanti, osservare la natura, i boschi, i laghi, le montagne e tutto ciò che di bello ci regala.

Mi terrorizza il caos, i posti rumorosi, affollati. Ho proprio la fobia. Poi detesto la volgarità perchè esige risposte ugualmente volgari. E, infine, avere la casa piena di gente. Perchè non riesco a gestire più di due persone. Uno dei miei incubi maggiori è proprio perdere la mia valigia in una casa piena di gente.

– Se potessi mettere una sola cosa in valigia, a cosa non rinunceresti mai

– A un gruzzolo di soldi. Senza quelli.

– Vabbè, ma quelli puoi metterli in tasca.

Ride. – Hai ragione. Beh, allora non rinuncerei mai a un paio di boxer. Noi donne coi testicoli abbiamo bisogno di star comode durante la notte.

– Ah, pensavo dormissi nuda.

– E no. Altrimenti poi svolazza da una parte all’altra – ridiamo ancora.

– Cosa odi, invece, della politica italiana?

– Il fatto che siano tutti dei grandi imbroglioni, degli illusionisti. Promettono sempre, ma non ti danno mai quello che ti assicurano. O addirittura fanno il contrario di quello che dicono.

– Il personaggio politico che salveresti?

– Pannella! Ma non c’è più.

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