CIRSES: per una didattica partecipativa e inclusiva

Alessandra Antinori, responsabile del Cirses, e Federica Paragona, psicologa e psicoterapeuta della Gestalt, sono state fautrici e protagoniste del progetto LGBT… ALL RIGHTS, finanziato dalla Regione e svoltosi tra il 2014 e il 2015 presso sei istituti scolastici del Lazio. Le abbiamo intervistate ad un anno dallo svolgimento delle attività, per avere da loro: feedback, riscontri e risultati rispetto al contrasto di bullismo e cyberbullismo omofobico.

di Marta Mariani

In età scolare, comportamenti e atteggiamenti di cyberbullismo verso coetanee e coetanei omosessuali sono purtroppo ancora molto diffusi. Essi trovano le basi in opinioni che denotano il perdurare di sentimenti omofobi. Da questa evidenza si è mosso il Cirses (Centro di Iniziativa e di Ricerca sul Sistema Educativo e Scientifico) – attivo già negli anni Ottanta – insieme con AGEDO, Rete Genitori Rainbow, Famiglie Arcobaleno, Libellula, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Tutte queste realtà si sono quindi adoperate sensibilizzando, informando e formando docenti e studenti sul tema della omo-lesbo-transfobia.

Rilevare gli stereotipi più comuni verso le persone omosessuali e transessuali. Somministrare dei questionari per studenti e docenti. Creare dei report sintetici. Elaborare materiali ad uso degli insegnanti. Realizzare degli incontri di cineteatro a tema LGBT. Queste sono state solo alcune delle preziose attività proposte.

Un progetto ricco e denso, come si vede, che ha richiesto una importante messa in gioco.

Ad Aprilia: qualche polemica

L’Associazione Nessuno tocchi la famiglia aveva già mosso aspre critiche contro le lezioni degli esperti di Agedocritiche inerenti altre iniziative tenute al Liceo Meucci. Tali polemiche erano state poi cavalcate anche da Forza Nuova.

“Mentre il nostro paese attraversa una fase piuttosto complessa, l’attenzione dei giovani viene dissuasa da tematiche di attualità importanti, costringendoli invece ad assistere a lezioni di dubbia utilità”. Queste, le dichiarazioni di Malvezzi (apparse sulla cronaca locale del Tempo, in un articolo firmato Stefano Cortelletti, della primavera del 2015), a ridosso degli incontri relativi al progetto LGBT.

Al di là di questo episodio – che forse non fa che confermare la priorità e l’importanza del progetto del Cirses – LGBT ALL RIGHTS è stato un’esperienza di successo.

L’approccio vincente: quello esperienziale

PARAGONA “Nei nostri interventi abbiamo posto grande attenzione ai metodi e alle modalità con cui si svolgono le attività. Uno degli obiettivi che perseguiamo è quello di favorire l’espressione delle emozioni  suscitate dai temi legati alle identità sessuali.

A questo scopo, abbiamo proposto anche giochi di ruolo, esperienze guidate, dibattiti.

Bisognava far emergere le opinioni e i punti di vista, anche discordanti, per dare modo a ciascuno di porsi persino in conflitto con le idee altrui. Abbiamo voluto offrire uno spazio anche per l’espressione delle emozioni cosiddette negative. Rabbia, disgusto, avversione”.

L’obiettivo del CIRSES: sollevare tutte le voci, democraticamente

PARAGONA: “Sperimentare la diversità del sentire è il presupposto di quello che si chiama dialogo scambiante. E’ lì, che tesi e antitesi possono essere espresse in modo anche forte, ma senza mai sfociare nella violenza o nella prevaricazione. Ecco perché educare alle differenze significa valorizzare le diversità“.

Le diversità: arricchiscono, fanno crescere, stimolano la curiosità

ANTINORI: “Quando svolgiamo dei progetti, sappiamo bene che ci stiamo muovendo su un piano delicato e non neutro. Sia i temi LGBT, sia le questioni di genere, infatti, sono argomenti che toccano gli aspetti più intimi e fondanti delle persone; le spingono a fare i conti con il proprio essere e sentirsi maschi e/o femmine.

Confrontarsi su questi temi richiede quindi la disponibilità a dare spazio e voce alle parti sessuate di sé, a riconoscere i pregiudizi, a scendere a patti con le proprie opinioni a riguardo, qualsiasi esse siano, e soprattutto, a passare attraverso le emozioni.

Affinché questo processo avvenga è necessario oltrepassare gli atteggiamenti diffidenti e oppositivi -cavalcati da coloro che agitano il fantasma delle teorie Gender.

Oltretutto, anche le posizioni politicamente corrette, di fatto, portano le persone a porsi in modo distaccato. Questa distanza è solo apparentemente non discriminante. L’approccio esperienziale riesce a smascherare l’omo-lesbo-transfobia nascosta, latente perché interiorizzata.

Un unico must: restare in contatto con le proprie emozioni

Ecco perché l’esperienza del teatro e della rappresentazione scenica sono entrate a far parte delle attività.

PARAGONA: “Lo spettacolo AMEN racconta la storia di due donne che si amano e che decidono di fare un figlio. Purtroppo, però, vanno incontro ad un tragico destino, legato alla mancanza di diritti rispetto alla loro unione. I laboratori di Teatro dell’Oppresso sono state due attività molto importanti nel progetto, perché hanno saputo coinvolgere docenti, ragazze e ragazzi, non soltanto sul piano cognitivo ma anche su quello emotivo.

Quando si lavora con le emozioni, si apre un confronto vero e autentico.

L’obiettivo del confronto, avviato attraverso il teatro, così come nelle altre attività svolte nel progetto, non è mai stato quello di uniformare le opinioni per giungere ad una  visione unica, ma quello di  sviluppare una dialettica arricchente.

Tutto ciò ha evidenziato anche l’importanza di adottare un approccio partecipativo nell’educazione, piuttosto che un modello che esalta la competizione. Tendere al miglior risultato, o lottare per far prevalere le proprie idee, infatti, non lascia spazio né al rispetto delle voci diverse, né e al dialogo democratico”.

LGBT… ALL RIGHTS: un progetto brillante e funzionale

Per questa iniziativa, del resto, il CIRSES si è avvalso di esperienze precedenti di ambito europeo (come gli strumenti di apprendimento e orientamento contro la discriminazione verso le persone LGBT di CROSSING DIVERSITY).

Un progetto che offre spunti di riflessione e strumenti proficui, circa metodi e strategie di didattica, ai docenti e ai formatori.

Esso ci ricorda, inoltre, che la nostra identità è intera ed organica. Poiché l’energia che sublimiamo (per dirla con Freud) in tutte le nostre attività culturali e intellettuali, infatti, non è altro che un raffinamento della nostra energia sessuale.

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